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Porta d'Italia

Emilio Paolo Taormina
Emilio Paolo Taormina

Colibrì

Traducción de
Carlos Vitale

un sogno di pesci
             illumina
      di guizzi
le alghe
     del tuo ventre
il ramo
       di gesolmini
profuma
      i tuoi fianchi

getta le stelle
     dalla finestra

mordi
     l'aroma nudo
          della notte



chiudi gli occhi
             e ascolta
il rumore dell'erba
             che cresce
     sulla tua pelle
come piuma



      in contrappunto
di seta e di limone
       la tua voce
goccia a goccia
             mi riempie
mi scorre nelle vene
   come può entrare
                il tuo seno
così piccolo
     in una nota sola



tu vestita
             del mio respiro
e il silenzio
                   testardo
respinge ancora
          l'eco del tuo no



sulle tue terrazze
        i delfini
mordono le stelle
la rosa tenera
    del sassofono
   aroma
              d'alga



sul palmo
    della mia mano
  la geografia
          gli uomini
le stagioni
       gli amori



la parola
      uscita fuori
       dalla poesia
naviga
su una barchetta
         di carta
ha una macchia
   di sangue secco



sussurro di conchiglia
la tua voce
                ha rubato
al sonno dei violini
                 la nota blu
                          nuda
come la mezza luna
           che attraversa
                     la notte



domenica
     luna grande
una foglia
           di salvia
tra i denti
i grilli
il tuo nome
           cricchia
nelle mie ossa



i tuoi capelli
rimasti attaccati
          al pettine
sono
        caduti
nell'ultimo verso



aiutami
           a costruire
   sulla punta di un ago
un paesaggio d'alberi
ho bisogno d'inventarmi



ti guardo -
                ho paura
       d'interrompere
il fruscio
d'acque e di foglie
nel tuo sonno -
domani
          col primo sole
quando
            verrai fuori
   dalla statua
               troverai
sul marmo bianco
   gli appunti
       dei miei versi



la luna
    tra due palazzi
       dondola insonne
sulle ali
        di un uccello
la rosa
del tuo "non-volere"
     si sfoglia
      con variazioni
     d'ocra e carminio
nelle mie mani



odore di capre
                    di luna
   d'ampelodesmo
dietro qualche nuvola
            a mezzanotte
Marte e Giove
               si destano
sbattono le ciglia
        milioni d'insetti
ronzano il tuo nome



il bruzzichio d'oro
  il geranio rosso
e tu che dormi
                 ancora



ti coglierò
    come mora matura
nell'intrico
                di spine



la sera rugginosa
                      in giro
per i vicoli del Cassaro
nell'orecchio il mosto
     di antiche piogge
nell'ombra
    col tocco dell'Angelus
                     il bambino
fuggito via da me
sul metro del vocio
                            trovo
l'ultima poesia



tutta la notte
il ragno
     dell'insonnia
a tessere
               la tela
della tua assenza



è seta rossa
              la fiamma
che dentro s'intrica

cenere le mani
cenere i gesti

chi sa
se abbiamo mai
                   parlato
il silenzio
                    non ha
alfabeto



ho posato
                 sul ramo
della luna
         un usignolo
perché nessuno
                 ascolti
il pianto
     della mia pena



ti strapperò
         dai miei occhi

... e tu non sarai
né la luce né il gabbiano

ti strapperò
         dai miei occhi

... e tu non sarai
né l'azzurro né le ali

ti strapperò
         dai miei occhi

... e tu varcherai
la soglia
              della mia casa
vestita
           di perle di rugiada

ti strapperò
         dai miei occhi

... e tu avrai
il peso del mio amore

il vento spira dal mare
  ha un cuore di sabbia
come la vecchia clessidra

tu sei solo
                 senza amore

il chiaro di luna
         indora di lanugine
le pareti
gli ulivi    la collina
                   le stelle
sono nella stanza

tu sei solo
                 senza amore

il grido della volpe è rosso

tu sei solo
                 senza amore



quando ti avrò
       dimenticata
le finestre
      torneranno
a cantare
  a bocca aperta

 

 

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