15
octubre 2002

 

Biagio
Cepollaro
  


Datos en el
índice de autores

 

Dopo tre anni


Biagio Cepollaro
,
con motivo de su presencia
en Barcelona, para participar en el
festival internacional de poesías+polipoesías
PROPOSTA 2002
,
ha tenido la amabilidad de permitirnos
la publicación de su poema

Dopo tre anni

de Versi Nuovi (1998-2001),
del que también ofrecemos la traducción al catalán
realizada por Eduard Escoffet

con la colaboración de Francesco Ardolino.

Dopo tre anni

eom
Volver a Aire

 

 

 

 

 

 

15
octubre 2002

Biagio
  
Cepollaro


eom
Volver a Aire


Dopo tre anni
de Versi Nuovi (1998-2001)

 

perché le parole non siano ancora
solo parole

perché il tempo destinato ogni giorno
non sia ancora il tempo

in cui sia poco
il realizzato e perché cambino davvero

anche il modo e la motivazione
di dirlo

perché dal risveglio alle prime avvisaglie
del sonno una sola sia
la naturale propensione

lo dicevo a giulia ieri
al cinese
quest'anno è passato leggero
leggero come vorrei
la morte fosse appunto

passaggio

ad altra leggerezza

                          quest'anno ha qualcosa del cielo

e dunque
al dunque si tratta
ancora della capacità
di amare

(e dimenticare)

                          e davvero non c'era nulla
da portare
sulla soglia
a dimostrazione che qualcosa c'era stato
o come si dice qualcosa
abbiamo fatto e costruito e non siamo
passati invano

l'inganno è in quell'intendere
il passare
(cosa passa cosa no quando poi
si sa che tutto ma proprio tutto
passa
se mai la domanda è chi
e come
e in mezzo a che

passa)


di più c'è consapevolezza
del male
                         (ma non ancora
                                               accettazione)

perché gli atti bruciano
come carcasse
di passate intenzioni e cadono
giù
a ferraglia


si compie oggi ciò che un passato
lungo quanto l'occhio con disattenzione
e arroganza ha preparato
e non solo la personale cecità
che ha chiamato proprio
destino
la banale chiusura
del cuore
ma anche l'iscrizione
nel cuore
della cellula
di ciò che la specie e il gruppo
hanno costruito e distrutto nella paura
e nell'allucinazione

**

quest'anno ha qualcosa del cielo
e non perché sia stato volo
e luce

(come ieri che ero uscito
per prendere aria e sono rientrato
subito
per incidente sotto
casa e oggi
mi telefona sorella del motociclista
in coma
chiedendo se ho visto
di chi è la colpa)


                         si passa la vita a non pensare
                         che la vita finisce

e quel mancato pensiero
indurisce il cuore
e fa moltiplicare i codici
che separano ridicole
le cose
dalle parole

                          quest'anno ha qualcosa del cielo

(deve esserci peso
anche nell'aria
o anche terra che fa cielo
e luce dentro la terra)


(lo dicevo stretto stretto
via e-mail a giuliano: non si tratta
di assistere
al naufragio: è che i topi
sul vascello
non possono dare senso
alla storia
ma tenersi stretti
mentre rotolano nel buio
e nel fragore
passarsi un brivido da pelle
a lucida pelle
prima del tonfo
questo si, questo è per ognuno
possibile)

***

(dopo tre anni la voce
è ancora troppo grossa

e il blababla oscura
la mancata estromissione

di orgoglio
e vanagloria)


                       perché le parole non siano ancora
solo parole

                       perché vi sia fervore
e nell'ordinario devozione


e qui s'interrompe stesura di poesia
perché anche speranza vuole concretezza e la più alta
aspirazione per noi e per gli altri che conosciamo o che possiamo
solo immaginare in carne
e affanno
deve avere realismo

che non è volare basso ma aver mostrato
senza esibizione che la pace chiesta per gli altri
siano giorni
per sé
e non per esempio come ieri al parco
alla signora che si lamentava dell'ingratitudine
altrui senza gentilezza
dirle che sua disponibilità
ai casi altrui non era autentica

intanto parliamo per rassicurarci come diceva giulia
e si scrive anche una parola che non si è
o non si è ancora

e le si gira
intorno come se da parola venisse
significazione

e non da qualità dell'intenzione


come se da parola venisse
significazione

e non da qualità
dell'intenzione

perché le parole non siano ancora
solo parole

perché vi sia fervore
e nell'ordinario devozione

perché dal risveglio alle prime avvisaglie
del sonno una sola

sia la naturale propensione

perché la voce si assottigli

perché le parole non siano ancora
solo parole

continua la poesia
continuala pure
senza parole

 

 

Biagio Cepollaro  

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