11
mayo 2002

 

Piero
  Dal Bon

 
 

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GIULLARATA

     

 
      Piero Dal Bon
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11
mayo 2002

Piero
  Dal Bon

 
 


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GIULLARATA

 

       Grandi storie non le ho da raccontare, questo no, ma se vi accontetate di poco come di una svagata storiella da the con i pasticcini...Bene allora fermatevi davanti alla croce su cui mi riposo e sorrido e vi parlo e vi racconterò come ci sono finito, con i chiodi e tutto il resto.

       Debbo scusarmi innanzitutto, di queste sgradite confessioni, di un obbrobrio che aggredisce chi guarda. Ma se si ascolta la voce carezzevole che esce dal mo pollice o alluce- non lo so più- si accetterà a che io venga riammesso dentro la comunità che ascolta. Faccio schifo, lo concedo, non ho vestiti né principi, difficile non ammetterlo, però sono ironico e gentile e qui sulla croce garantisco la cittadinanza da sorprendenti novità. Mi inchiodo in una tradizione rassicurante. Agh! Che io sia maledetto per questa linguaccia sconcia che penzola. Ma i guardi per un momento l'indaco del mare, i picchi aguzzi dei monti, laggiù. Il creato mi assolverà dalle crudezze ritualii del Rifiuto.

       Sarei stato una grande Buffone ad averlo potuto... I miei oltraggi graditi ad un Re magnanimo e crudele. All'occasione avrei fatto salamelecchi e sberleffi, sciorinato facezie, leccato fiche principesche. E invece no. Ho danzato il tip tap su pozze di luna dentro cavità profonde tra un girotondo di prigionieri. Senza corte spettatori miracoli.

       Chi si ricorderà di quel ossesso monologo furibondo davanti allo specchio dellle mobili smorfie delle simulazioni violente delle oneste dissimulazioni dei calci delle vertigini degli sberleffi dei cachinni i ghigni...Ma vado in crescendo; troppo troppo. C'è un po' di sguaiataggine in quello che grido. Un che di troppo esibito e sofferto.

       In fondo non sono che una marionetta disossata e sciolgo la briglia alla lingua che mulina fanfaronate.

       Non c'è più nesuno. Se ne sono andati via tutti prima che io iniziassi. Che perfetta allegoria! Sbircio al mio fianco uno dei due ladroni che ronfa. Cola la sera tra gli uliveti. In fondo l'ho fatta franca anche 'sta volta. Com'è venuta è venuta. Strizziamo l' occhio alla luna che sanguina!

 

 

Piero Dal Bon

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