GIULLARATA

Grandi
storie non le ho da raccontare, questo no, ma se vi accontetate
di poco come di una svagata storiella da the con i pasticcini...Bene
allora fermatevi davanti alla croce su cui mi riposo e sorrido e
vi parlo e vi racconterò come ci sono finito, con i chiodi
e tutto il resto.
Debbo
scusarmi innanzitutto, di queste sgradite confessioni, di un obbrobrio
che aggredisce chi guarda. Ma se si ascolta la voce carezzevole
che esce dal mo pollice o alluce- non lo so più- si accetterà
a che io venga riammesso dentro la comunità che ascolta.
Faccio schifo, lo concedo, non ho vestiti né principi, difficile
non ammetterlo, però sono ironico e gentile e qui sulla croce
garantisco la cittadinanza da sorprendenti novità. Mi inchiodo
in una tradizione rassicurante. Agh! Che io sia maledetto per questa
linguaccia sconcia che penzola. Ma i guardi per un momento l'indaco
del mare, i picchi aguzzi dei monti, laggiù. Il creato mi
assolverà dalle crudezze ritualii del Rifiuto.
Sarei
stato una grande Buffone ad averlo potuto... I miei oltraggi graditi
ad un Re magnanimo e crudele. All'occasione avrei fatto salamelecchi
e sberleffi, sciorinato facezie, leccato fiche principesche. E invece
no. Ho danzato il tip tap su pozze di luna dentro cavità
profonde tra un girotondo di prigionieri. Senza corte spettatori
miracoli.
Chi
si ricorderà di quel ossesso monologo furibondo davanti allo
specchio dellle mobili smorfie delle simulazioni violente delle
oneste dissimulazioni dei calci delle vertigini degli sberleffi
dei cachinni i ghigni...Ma vado in crescendo; troppo troppo. C'è
un po' di sguaiataggine in quello che grido. Un che di troppo esibito
e sofferto.
In
fondo non sono che una marionetta disossata e sciolgo la briglia
alla lingua che mulina fanfaronate.
Non
c'è più nesuno. Se ne sono andati via tutti prima
che io iniziassi. Che perfetta allegoria! Sbircio al mio fianco
uno dei due ladroni che ronfa. Cola la sera tra gli uliveti. In
fondo l'ho fatta franca anche 'sta volta. Com'è venuta è
venuta. Strizziamo l' occhio alla luna che sanguina!
©
Piero
Dal Bon
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