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Danze di sillabe
(tip-tap fonetico)
...
Un'improvvisa
timidezza, furba furba...un'improvvisa timidezza mi ha preso a salire
sul palco...Tanto ho sbraitato e sgomitato per salirci che ora sono
rimasto senza voce. Ho lusingato questo, blandito quello, altri
li ho scalciati, insultati; mi sono prosternato e sgolato e svenduto.
E il palco era lì, in fondo, silenzioso. Lo avevo sempre
saputo che era per me che lo avevano messo sù. Per nessun
altro: e infatti le facce in caotica ressa m'erano parse insipide.
Insipida la gazzarra vociante dei postulanti; indistinta. Il mio
bel muso di bellimbusto spiccava tra tanta mediocrità. Lo
sapevo che ce l'avrei fatta!. Ma sono rimasto senza fiato, senza
fiato. Ed ora che vi guardo bene, voi che siete stati i miei compagni
di strada, odiati come nemici, mi fate solo balbettare. E non so
più cosa dirvi. Mai avuto niente forse, da dire, dico. Da
offrire. Mi muovo sotto la luce del riflettore, mentre cresce il
vocìo, i risolini beffardi si fanno distinti. Accenno tre
passi di danza. Piroetto cloweneggio caprioleggio....
(La
parolaaa dicci la parola vera daccela vera era)
Di
che cianci? Taci! La parolona vera, quella che tutto svela e rivela.
...Sbuffo. Vi annoio con le mie perplessità? Non me ne importa
niente! Proprio niente. Avete notato con che gesto di cortesia mi
sono avvicinato a voi e ho alzato il dito per chiedere. Dissimulo
bene il mio disprezzo! Ma di che ciancio?
(la
parolonaa la parolona vera era era).
Ancora?
Siete voi od io che parlottate? E i sussurrii da dove vengono? Un
balbettìo confuso. Voci, strane. Spifferi dall'Aldilà?
Dal dove...? Quando e perché poi? Chi me lo aveva promesso
questo tempo senza successo, queste parole a vuoto, su di un palco,
in un teatro qualsiasi. Quasi un monologo ossesso, tautologico.
Un divario da me stesso multiplo. Su di un ossitona o una sdrucciola?....
E il naso... .Vi piace se mi metto così di profilo, il mio
naso?.
(la
parola la parola vera era era era era).
Ma
siete voi che chiedete o c'è uno spiffero, qualcuno che mi
parla... Essere parlati, detti da qualcosa che si ignora... Meglio
filosofeggiare o caprioleggiare? Ma di che m'impiccio? Straparlo
o balbetto? Folleggio o son detto? Parlotto, tutto qui. Intrattengo
voi e me. Intanto che il nostro tempo passa.
Vedo che vi siete seduti, che fumate e parlate e baciate e ridete.
Insomma vi fatte i cavoli vostri, insomma. Io sono dimagrito. E
non mi sento molto bene. Meglio che mi sieda sulla sdraio più
in là. Abbassate le luci.
( Forse era solo per dirvi che sono vivo e che vi voglio molto bene.
Anzi addirittura vi amo e che se sto zitto crepo. Crepo.)
©
Piero
Dal Bon
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