10
abril 2002

 

Piero
  Dal Bon

 
 

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Prosimetri

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Vi odio tutti...

Danze di sillabe
(tip-tap fonetico)

Parole parole

 

Piero Dal Bon

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10
abril 2002

Piero
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A me Buffone di razza il Re mi ha preso sul serio e mi ha fatto recitare Racine. Un fiasco tra i fischi non ho potuto ritirare lo stipendio.

...

A Robiña, dal neo sottile   

 

Vi odio tutti, figli di puttana, che vi credete che non lo sappia...che non l'abbia sempre saputo il mio ES il mio tres il mio bis tris...E poi dove credevate di trovarmi: a parlare con voi al tavolino, che scoprissi le mie carte, sciocchini: io mi nascondo ancora, piu´sotto in maniera che non mi troviate: come sono bravo...bravissimo: scaltro nel simulare imbarazzo nell'arrossire nel farmi compatire...Quello che mi importa sono solo i soldi la gloria la carriera...i bagni al mare gli amori teneri e crudeli i bacetti le conversazioni franche illuse e giovanili speranzose le cordilità affabile presunte...Balle. Io sono un servo nato per dominare...Un vincente: girero´con la gelatina nei capelli, avro´un sorriso scettico la voce blesa, recitero´sussurando sonetti manieristi, ammirandone la pregevole fattura formale, contando accenti, figure retoriche. Saro´gelido, spregevole...Un figurino leccato e sofisticato. Vivro´in una bara di vetro. Intoccabile, intangibile. Mi masturbero´con minuzia, figurandomi lugubri azioni sadiche...Avro´un solo affanno, un solo dio: IO. E non mi parliate, non mi avvicinate piu´. Tentando di capire, di toccare, di ferire. Lasciatemi in pace, basta!. Voglio solo il Potere. Adoratemi! (Ma mi volete bene?)

 

 

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Danze di sillabe
(tip-tap fonetico)
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Un'improvvisa timidezza, furba furba...un'improvvisa timidezza mi ha preso a salire sul palco...Tanto ho sbraitato e sgomitato per salirci che ora sono rimasto senza voce. Ho lusingato questo, blandito quello, altri li ho scalciati, insultati; mi sono prosternato e sgolato e svenduto. E il palco era lì, in fondo, silenzioso. Lo avevo sempre saputo che era per me che lo avevano messo sù. Per nessun altro: e infatti le facce in caotica ressa m'erano parse insipide. Insipida la gazzarra vociante dei postulanti; indistinta. Il mio bel muso di bellimbusto spiccava tra tanta mediocrità. Lo sapevo che ce l'avrei fatta!. Ma sono rimasto senza fiato, senza fiato. Ed ora che vi guardo bene, voi che siete stati i miei compagni di strada, odiati come nemici, mi fate solo balbettare. E non so più cosa dirvi. Mai avuto niente forse, da dire, dico. Da offrire. Mi muovo sotto la luce del riflettore, mentre cresce il vocìo, i risolini beffardi si fanno distinti. Accenno tre passi di danza. Piroetto cloweneggio caprioleggio....

(La parolaaa dicci la parola vera daccela vera era)

Di che cianci? Taci! La parolona vera, quella che tutto svela e rivela. ...Sbuffo. Vi annoio con le mie perplessità? Non me ne importa niente! Proprio niente. Avete notato con che gesto di cortesia mi sono avvicinato a voi e ho alzato il dito per chiedere. Dissimulo bene il mio disprezzo! Ma di che ciancio?

(la parolonaa la parolona vera era era).

Ancora? Siete voi od io che parlottate? E i sussurrii da dove vengono? Un balbettìo confuso. Voci, strane. Spifferi dall'Aldilà? Dal dove...? Quando e perché poi? Chi me lo aveva promesso questo tempo senza successo, queste parole a vuoto, su di un palco, in un teatro qualsiasi. Quasi un monologo ossesso, tautologico. Un divario da me stesso multiplo. Su di un ossitona o una sdrucciola?....
E il naso... .Vi piace se mi metto così di profilo, il mio naso?.

(la parola la parola vera era era era era).

Ma siete voi che chiedete o c'è uno spiffero, qualcuno che mi parla... Essere parlati, detti da qualcosa che si ignora... Meglio filosofeggiare o caprioleggiare? Ma di che m'impiccio? Straparlo o balbetto? Folleggio o son detto? Parlotto, tutto qui. Intrattengo voi e me. Intanto che il nostro tempo passa.

Vedo che vi siete seduti, che fumate e parlate e baciate e ridete. Insomma vi fatte i cavoli vostri, insomma. Io sono dimagrito. E non mi sento molto bene. Meglio che mi sieda sulla sdraio più in là. Abbassate le luci.


( Forse era solo per dirvi che sono vivo e che vi voglio molto bene. Anzi addirittura vi amo e che se sto zitto crepo. Crepo.)

 

 

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parole parole
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...d'altra parte avrei continuato a scrivere
                             vivere
           se il tempo della praxis, della chiaroveggenza
                             (della lungimiranza)
           me lo avesse permesso,promesso, concesso...

Chi me lo aveva promesso questo tempo senza successo,
           queste parole a vuoto su un divano in un albergo
qualsiasi?
                      Quasi un monologo ossesso, tautologico...
           un divario (svario?) da me stesso multiplo...

                      su un'ossitona o una sdrucciola?....

 

                      Ma non ho più spiccioli
                      per pagarmi un grappolo
                      Ho scampoli d'estro
                      per eludere il groppo
                      lo snodo, lo schianto.
                      In un pianto
                      avrei dovuto prorompere...

 

 

THE END

 

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